mercoledì 2 dicembre 2009

L'officina (35)


C'è un'officina che da poco è nata,
con poco più di un anno è già famosa,
con una squadra che è una cannonata;
chi non è romanista entrar non osa.

Ci hanno provato ma non hanno retto,
lo fece Antonio, nipote di Pierotti,
ch'era laziale, faceva il bulletto,
che colpa abbiamo noi se se li è rotti?

Poi venne Massimo, quello fascistone,
(altra categeria che non ci piace),
con il cannello fece una questione
perché soltanto lui era capace.
Ha pijato d'aceto e se n'è annato
e noi abbiamo cresciuto il fatturato.

E venne Antonio, l'altro, il casertano,
sembrava calmo, era una gatta morta,
Nico lo affumicò, lui, piano piano
senza alcun salutar prese la porta.

Poi venne Nino, il siculo minchioso,
un tipo sveglio, tifava Palermo,
era svelto e pure spiritoso,
ma anche lui non riuscì a star fermo.

E s'affacciò l'altro Massimiliano,
portava il cane a fargli compagnia,
maschera in testa con la torcia in mano,
prima di subito se n'è andato via.

Alessandro? Lo dovevi vedere,
sembrava uno zombie che cammina,
-Fatti una sbornia! Non ti far le pere!-
io gli dissi; e lui staccò la spina.

Anche Francesco, che è uno studente,
questa estate ha fatto la stagione,
insomma, è passata tanta gente
che più che un'officina è una stazione.

Direte voi? Nessuno s'è fermato!?
Certo che sono pochi i coraggiosi
che hanno retto la botta, il risultato
è qui davanti a tutti voi curiosi.

Abbiamo Nico, detto anche "Stecchino"
che è uno specialista della fiamma,
guai a sgridarlo se toppa il poverino;
piangendo chiama subito la mamma.

C'era Simona che lo amava tanto
quand'era giorno di paga, specialmente,
lo aspettava fremente, poi, d'incanto,
è sparita nel nulla come niente.
Lui s'atteggiava a far l'americano,
lei l'ha lasciato per un siciliano.

C'è Riccardo detto anche "er Cipolla"
non ci sta verso perda una trasferta,
dopo partita spesso ce l'ammolla,
la causa ancora mi rimane incerta.
O s'ubriaca dopo la vittoria,
o si fa qualche canna di cicoria!

Er "Serranda", ovverossia l'Andrea,
anche lui romanista sfegatato,
è andato a veder l'Inter che ridea,
è ritornato che s'era ammalato.
Meno male che lo zio è interista,
non l'ha punito al suo rientro in pista.

Ora c'è Franco, l'ultimo arrivato,
è l'unico a farmi un po' paura,
l'ho messo sotto e subito ha imparato
a fare come me la saldatura.
Mi toccherà boicottarlo un poco
altrimenti mi mette fuori gioco.

Da qualche tempo qua bazzica er "Frusta"
detto anche er "Conte" per la precisione,
ho saputo che l'ostrica gli gusta,
ho sentito che gli piace il salmone.
Noi che semo ggente de borgata,
ce accontentamo de na bella sco.........
Scodella de facioli prelibata.

Adesso tocca a Marco, il principale,
lui, che ci da la paga a fine mese;
che è colpa nostra se l'Inter va male?
Non vorremmo esser noi a farne le spese!
Se andassero gli affari come il pallone
sarebbe meglio chiudere il portone!

Ora veniamo a me, ma io che c'entro?
Io ero solamente di passaggio
mi son trovato incastrato, qua dentro
a combatter con voi; ho un bel coraggio!

Lo so che dico un pacco di cazzate
ma della gente seria diffidate;
non dico di pijalla a canzonella,
ma quando si può far...La vita è bella.

M'han detto: ci saran quaranta donne,
stavolta m'hanno preso a tradimento,
tanto che ho avuto una notte insonne,
sarà che sono fuori allenamento!
Dovessi fare a tutte un pensierino
immaginatevi che grande casino!.

Comunque sia, prima d'andare via
abbraccio questa bella compagnia;
Auguri a tutti di feste serene
e chi lo sa? Di ritrovarsi insieme.
Buon Natale, Buon Anno, Buon feste;
Altre mille giornate come queste.

Natale 2000
da: Favola










Nessun commento:

Posta un commento