
Da gennaio che non prendemmo più stipendio, a marzo ci fu il fallimento. Nonostante tutto a metà febbraio già stavo lavorando (in nero nell'attesa dell'evolversi della situazione); ad aprile fui tamponato da un camion che mi distrusse l'auto indispensabile per andare al lavoro, a giugno il colpo di grazia; a Clementina venne riscontrato un melanoma all'occhio. Ci siamo ripresi piano piano e finalmente a novembre giunse la prima quota della cassaintegrazione. Dopo ogni tempesta ritorna sempre il sereno. Quell'anno non ci fu occasione di fare il solito madrigale spiritoso. La cosa riprenderà l'anno successivo quando sarò di nuovo a lavorare in uno stabilmeno .
In questo sonetto la sintesi di quell'anno maledetto
In questo sonetto la sintesi di quell'anno maledetto
Arida terra
Arida terra bruciata dal sole
di una estate lunga e ingenerosa
languire hai fatto l'unica mia rosa
che quanto ha pianto il cuor non ho parole.
Già tutti l'altri fiori erano spenti,
a febbraio morì quello del pane,
legate ancor non eran le campane
che si spezzò il fior dei quattro venti.
Ma io farò che arida non resti
e, dell'amor, la rosa a rifiorire,
lotterò alfine ché presto s'appresti.
Non per folto giardin son le mie mire,
ma non permetterò che si calpesti
l'ultima rosa che resta a soffrire.
da: Arida terra
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