23-11-1980; terremoto dell'IrpiniaQuindici anni di sacrifici
sempre col pensiero di tornare,
lontano da parenti ed amici
esule, per lavorare,
Un solo pensiero nutrivi,
erigerti su quattro mura
ed ogni marco investivi
per la dimora futura.
La meta avevi raggiunto,
la casa tirata era su,
finita di tutto punto...
adesso non esiste più.
Pochi attimi, interminabili,
hanno quel sogno interrotto
fatto di rinunce impagabili;
in macerie fumanti ridotto.
Ti disperi, il destino è crudo,
ora piangi, non sai reagire,
come quando partisti sei nudo,
non hai forza, vorresti morire.
Su, coraggio fratello, combatti,
tu che sei l'Italia più vera,
fa con te che il sud si riscatti,
che il tuo sogno non torni chimera.
Cogli quell'occasione tremenda
per questi bambini sconvolti,
non restare a marcir nella tenda,
i morti sono ora sepolti.
Del disastro non coprire la piaga
imprecando il crudele destino,
il tuo spirito serva da draga
per aprirti di nuovo il cammino.
La mafia già arrota gli artigli,
la iena già tende l'agguato,
tranciamogli i tenaci appigli
creati nel tempo passato.
Dalle macerie fumanti,
orrenda tragedia immane
di mille ricordi infranti,
germogli nel cuore la speme.
Febbraio 1981; dopo il terremoto
dell'Irpinia avvenuto il 23-11-1980
da: Il Bastone e la Carota
sempre col pensiero di tornare,
lontano da parenti ed amici
esule, per lavorare,
Un solo pensiero nutrivi,
erigerti su quattro mura
ed ogni marco investivi
per la dimora futura.
La meta avevi raggiunto,
la casa tirata era su,
finita di tutto punto...
adesso non esiste più.
Pochi attimi, interminabili,
hanno quel sogno interrotto
fatto di rinunce impagabili;
in macerie fumanti ridotto.
Ti disperi, il destino è crudo,
ora piangi, non sai reagire,
come quando partisti sei nudo,
non hai forza, vorresti morire.
Su, coraggio fratello, combatti,
tu che sei l'Italia più vera,
fa con te che il sud si riscatti,
che il tuo sogno non torni chimera.
Cogli quell'occasione tremenda
per questi bambini sconvolti,
non restare a marcir nella tenda,
i morti sono ora sepolti.
Del disastro non coprire la piaga
imprecando il crudele destino,
il tuo spirito serva da draga
per aprirti di nuovo il cammino.
La mafia già arrota gli artigli,
la iena già tende l'agguato,
tranciamogli i tenaci appigli
creati nel tempo passato.
Dalle macerie fumanti,
orrenda tragedia immane
di mille ricordi infranti,
germogli nel cuore la speme.
Febbraio 1981; dopo il terremoto
dell'Irpinia avvenuto il 23-11-1980
da: Il Bastone e la Carota
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