martedì 24 novembre 2009

L'attaccapanni (17)


Andavo ad imparare la dottrina
di domenica, quand'ero bambino,
ad insegnarci era una signorina
che ogni volta ci dava un bollino.

Quello rappresentava la presenza;
era importante accumularne tanti
per potere aver la precedenza,
scegliere i doni prima di tutti quanti.

E venne finalmente il grande giorno,
un grosso abete s'erigeva in chiesa
pieno di doni appesi, e tutto intorno
noi ragazzini in trepidante attesa.

C'erano in fila, sulla balaustra,
dieci splendide carrioline rosse,
allineate, messe in bella mostra,
speravo tanto che una mia fosse.

Di sicuro non ero mai mancato
ed eran pochi con tanti bollini,
perciò presto m'avrebbero chiamato,
anche se tanti erano i bambini.

Arrivò il prete ch'era presidente
della giuria che cnsegnava i premi,
cominciò a chiamare, finalmente,
tutti tacquero, tutti furon buoni.

Uno...due...tre...Quando mi tocca?
Le carriole calavan piano piano,
quattro, cinque, avevo il cuore in bocca,
non mi chiamava, mi pareva strano.

Intanto le carriole eran disciolte
ed alla rabbia s'unì la sorpresa
veder chiamare chi, per poche volte,
la domenica s'era visto in chiesa.

I giocattoli erano già finiti,
i fortunati uscivano in gran fretta,
quelli rimasti eravamo avviliti,
da sceglier c'era qualche saponetta.

In cima all'albero, un poco nascosto,
c'era un attaccapanni appiccicato,
pensai allora, speriam che almeno questo
non venga scelto, non venga notato.

Giunse il mio turno, allor, quasi raggiante,
mi volsi al prete: -Voglio quello lassù!-
Ero povero, sì, ciononostante,
la saponetta non mi andava giù.

Triste, abbacchiato ritornai a casa,
sembravo un cagnolino bastonato,
mia madre finse d'essere sorpresa
e disse che ero stato fortunato.

Capii che mi voleva consolare,
ma da allora mi nacque l'opinione
che dei preti non ti devi fidare,
anche loro non san la religione.

da: Il Bastone e la Carota













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