
Era una piccola, media officina,
di operai saremo stati una ventina,
l'ingegnere mischiato avea le carte
nuova officina aprendo in altra parte.
Come Cesare, "dividi et impera"
s'era creato una posizione altera.
Si lavorava come si fa ancora
nella bassa Romagna che lavora.
Allo stadio un grosso striscione
dicea "Valdini re dell'irrigazione"
nella Cesena bene era qualcuno
però per strada parlava con ognuno;
sarebe come dir: "un buon padrone"
ci dava la carota ed il bastone.
Il bastone non si fece aspettare
allor che il premio andammo a reclamare,
disse: - Se fate sciopero, domani
Vendo tutto e mi lavo le mani!-
I più anziani dissero: -Ragazzi,
questo prima lo dice poi lo fa,
restiamo calmi, non facciamo i pazzi,
che più avanti di nuovo si vedrà.-
Loro ne sapevano qualcosa
perché sei anni prima era successo
che li aveva spediti tutti a casa
ed i ribelli più videro l'ingresso.
Presto con la carota ritornò:
-Se fate i bravi, io, a fine anno
un po' di premio vedrete vi darò,
perciò non combinate nessun danno!-
S'era nell'autunno del sessantotto,
vi furono scioperi generali,
per due volte rimase chiuso tutto,
che allora erano casi eccezionali,
poi, venne il momento degli auguri,
assieme alla bottiglia e al panettone
del premio eravam tutti sicuri,
per il contrario non vedevam ragione.
Gli impiegati erano un'altra razza,
loro il premio lo prendevano già
invece noi che battevam la mazza
vivevamo tutta un'altra realtà.
Ecco Valdini, molto elegante:
-Io vi ringrazio, la ditta è andata bene,
so soddisfatto, siete brava gnte,
beviamo un goccio, brindiamo tutti assieme!-
-Stavolta è fatta!- Tutti pensavamo,
se è andata bene il premio ci sarà,
già in tasca quei due soldi vedevamo
quando ad un tratto giunse un freddo: -Ma-
-Ma l'automobilista imprevidente
non ha il serbatoio ben riempito,
conuce sempre, la vittoria sente,
finisce la benzina ed è battuto.
Proprio alla fine vi siete rovinati
con quegli scioperi, ma che avete in testa?
Per quest'anno i soldi sono andati
ci rivedremo la prossima festa.
Il gelo nella stanza era disceso
a qualcuno lo spumante tornò su,
l'ambiente diventò d'un tratto teso,
di fare festa non ci andava più.
-Questa gliela dobbiamo far pagare!
la prossima cena che farà
nessuno di noi ci deve andare,
se siamo uomini se ne accorgerà!-
Passò Natale, passò Capodanno,
passò anche la rabbia che avevamo,
e, quando c'invitò ci prenotammo
dicendo pure il menù che volevamo.
Venne l'autista dentro l'officina
dicendo: -Se mille lire cacciam fuori,
dall'Euroflora, dentro domattina
la mamma di Valdini avrà i fiori,
così bella figura noi faremo
e l'ingegnere si commuoverà,
gli impiegati li precederemo
il mazzo loro più tardi arriverà;
sono tutti d'accordo tu che fai? -
-La maggioranza vince!- Io risposi,
uno ad uno poi presi gli operai,
l'autista li aveva un po' confusi.
- Ma come? Già ci siam dimenticati
di come ci ha trattati per Natale?
Di come siamo stati abbindolati?
Ad inchinarci troppo facciam male.
Non rassegnamoci a prendere le botte,
tiriamo fuori se l'abbiam l'orgoglio,
ciò che avremo ce lo daran le lotte,
non ringraziamo chi ha il portafoglio. -
Quella sera l'autista era nero,
tuti furon con me, ero commoso,
presi dal vaso in tavola, e fiero,
m'appuntai al petto un garofano rosso.
da: Il Bastone e la Carota
di operai saremo stati una ventina,
l'ingegnere mischiato avea le carte
nuova officina aprendo in altra parte.
Come Cesare, "dividi et impera"
s'era creato una posizione altera.
Si lavorava come si fa ancora
nella bassa Romagna che lavora.
Allo stadio un grosso striscione
dicea "Valdini re dell'irrigazione"
nella Cesena bene era qualcuno
però per strada parlava con ognuno;
sarebe come dir: "un buon padrone"
ci dava la carota ed il bastone.
Il bastone non si fece aspettare
allor che il premio andammo a reclamare,
disse: - Se fate sciopero, domani
Vendo tutto e mi lavo le mani!-
I più anziani dissero: -Ragazzi,
questo prima lo dice poi lo fa,
restiamo calmi, non facciamo i pazzi,
che più avanti di nuovo si vedrà.-
Loro ne sapevano qualcosa
perché sei anni prima era successo
che li aveva spediti tutti a casa
ed i ribelli più videro l'ingresso.
Presto con la carota ritornò:
-Se fate i bravi, io, a fine anno
un po' di premio vedrete vi darò,
perciò non combinate nessun danno!-
S'era nell'autunno del sessantotto,
vi furono scioperi generali,
per due volte rimase chiuso tutto,
che allora erano casi eccezionali,
poi, venne il momento degli auguri,
assieme alla bottiglia e al panettone
del premio eravam tutti sicuri,
per il contrario non vedevam ragione.
Gli impiegati erano un'altra razza,
loro il premio lo prendevano già
invece noi che battevam la mazza
vivevamo tutta un'altra realtà.
Ecco Valdini, molto elegante:
-Io vi ringrazio, la ditta è andata bene,
so soddisfatto, siete brava gnte,
beviamo un goccio, brindiamo tutti assieme!-
-Stavolta è fatta!- Tutti pensavamo,
se è andata bene il premio ci sarà,
già in tasca quei due soldi vedevamo
quando ad un tratto giunse un freddo: -Ma-
-Ma l'automobilista imprevidente
non ha il serbatoio ben riempito,
conuce sempre, la vittoria sente,
finisce la benzina ed è battuto.
Proprio alla fine vi siete rovinati
con quegli scioperi, ma che avete in testa?
Per quest'anno i soldi sono andati
ci rivedremo la prossima festa.
Il gelo nella stanza era disceso
a qualcuno lo spumante tornò su,
l'ambiente diventò d'un tratto teso,
di fare festa non ci andava più.
-Questa gliela dobbiamo far pagare!
la prossima cena che farà
nessuno di noi ci deve andare,
se siamo uomini se ne accorgerà!-
Passò Natale, passò Capodanno,
passò anche la rabbia che avevamo,
e, quando c'invitò ci prenotammo
dicendo pure il menù che volevamo.
Venne l'autista dentro l'officina
dicendo: -Se mille lire cacciam fuori,
dall'Euroflora, dentro domattina
la mamma di Valdini avrà i fiori,
così bella figura noi faremo
e l'ingegnere si commuoverà,
gli impiegati li precederemo
il mazzo loro più tardi arriverà;
sono tutti d'accordo tu che fai? -
-La maggioranza vince!- Io risposi,
uno ad uno poi presi gli operai,
l'autista li aveva un po' confusi.
- Ma come? Già ci siam dimenticati
di come ci ha trattati per Natale?
Di come siamo stati abbindolati?
Ad inchinarci troppo facciam male.
Non rassegnamoci a prendere le botte,
tiriamo fuori se l'abbiam l'orgoglio,
ciò che avremo ce lo daran le lotte,
non ringraziamo chi ha il portafoglio. -
Quella sera l'autista era nero,
tuti furon con me, ero commoso,
presi dal vaso in tavola, e fiero,
m'appuntai al petto un garofano rosso.
da: Il Bastone e la Carota
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