martedì 17 novembre 2009

Natale 1980 Feal (3)


Operai, lavoratori,
capoccetti, impiegati,
manovali, piegatori,
mutualisti, infortunati,
quasi tutti in questo giorno
dopo un anno siam presenti,
come allora io ritorno
a voi tutti....state attenti.

Qualcheduno me lo ha detto:
- Statte zitto, non parlare,
tu non muori nel tuo letto!-
ma mi piace di rischiare.

Ramo secco da tagliare
già eravamo rassegnati
a doverci ritirare;
il terremoto ci ha salvati; (1)
ma un altro terremoto
ci ha spaccati in tre stavolta,
il futuro non ci è noto
e incompresa ci è la svolta.

E comincio coi saluti
dal più anziano, Castrichini,
i bei tempi l'ha perduti,
non è più dei beniamini.

Alla ruota è Brunamonti
che quest'anno s'è calmato
non ha più i riflessi pronti,
è ormai vecchio, è arrivato.

Ravaioli è soddisfatto
che quest'anno lo han romosso
ma non è cambiato affatto,
è rimasto pelle e osso.

Cosci sembra Pinochet
con quei suoi occhiali neri,
Marcelletti sempre è
romanista come ieri.

Di Giacchetti il dubbio ancora
non mi lascia un solo istante
se sia gay dell'ultim'ora
o sia frocio più ruspante.

E Fulgenzi non s'affanna,
con Iannalfo fa gran coppia;
"un'altro" invece ci guadagna
con Indugio se non scoppia;
l'altra coppia fortunata
è De Angeli - Abbondanza,
fanno sempre la giornata
per empir solo la panza.

Abbiam pure l'assessore,
ecco Vari, il socialista,
non è proprio un professore,
pensa un po' che bella lista!

Cozzolino dopo tanto
s'è arenato alla cesoia,
e Napoleoni intanto
di fatica nons'annoia.

Tagliabracci ha avuto prole,
un bel pupo grosso e biondo,
pel Toscan non ho parole,
è burino fino in fondo.

C'è Bianconi, è comunista
dice lui, ma chi l'ha fatto?
qualchedun c'ha poca vista,
poco fiuto e niente tatto.

E' Perseu un imporante
di Serrecchia braccio destro,
Rondanelli è sulle impronte
di Bernardi, gran maestro.

Sebastiani s'è ammalato,
mangia poco, quasi niente,
Tavaroni è incazzato
ma il capoccia non lo sente.

E' partito per l'A..rabbia
il Gargano diplomato,
nel deserto là, di sabbia
sarà forse fortunato.

Rozzi è sempre tutto fare,
non si stanca mai di niente,
pensa solo a lavorare
fuori Feal, naturalmente.

Andreasi è sempe rosso,
solo in faccia, si capisce,
E' Borgioni un pezzo grosso
che a noi tutti garantisce
la governabilità
( come Craxi sua bandiera
per l'Italia nostra fa)
e vedrai, farà carriera.

Pellegrini oggi c'è,
Preta invece ormai ci lascia
e Pianozza pure c'è
se il lavoro non lo sfascia.

Per Magrini ancor c'è tempo
per salire al quinto piano,
Pugnalini non ha scampo
pur se vuol sognar lontano.

Ad Usai chiedo perdono
per averlo trascurato,
lavorar per lui è un dono
ma pei soldi è disperato.

A Palleschi gli va bene,
qui l'America ha trovato,
e Biasiotti ancora tiene
ma con ritmo rallentato.

Ricci fa l'apprendistato,
sa che un giorno finirà,
l'infermier Di Fortunato
non sa più ciò che farà.

Simonetti è troppo fine
che non sembra uno di noi,
anche se qua tutto è un cine
con comparse senza eroi.

Conte non s'arrabbia mai,
Scanu invece taglia e cuce,
Candi ora sta nei guai
Bova parla come il Duce,
Erao l'hanno esiliato
con Caroli, con Canali,
con Alberti, con Faratro,
per la tinta son speciali,
e se Muzzi fa casino
sono pochi quelli muti,
io suono il bombardino,
per la tromba c'è Pizzuti.

Nell'Olimpo degli Dei
con Zanotti e De Simone
c'è tranquillo Giubilei
e Felici, il gran marpione.

Battistelli s'è sciupato,
forse avrà troppi pensieri,
or Brighenti è arrivato,
ma non piove, siate seri.

A Cornice e Gasperoni
e all'ingegner Valente
io gli dico: siate buoni
siamo in fondo brava gente,
di difetti ne avrem tanti,
qualchedun sarà ignorante
ma pur voi non siete santi
e attenti....c'è Ferrante.

Sono, è certo, un gran ruffiano
e la lingua avrò fluente
però con il cuore in mano
dico: Auguri brava gente!

(1) Terremoto dell'Irpinia.






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