lunedì 23 novembre 2009

Natale 1991 siarco (14)


Cari amici buonasera,
per quest'anno, bene o male,
siamo giunti alla frontiera
e fra un po' viene Natale
che ci fa sentir più buoni,
che ci fa sentir più belli,
che ci porta tanti doni
e ci fa sentir fratelli,
tanto che pure un capoccia
tutto l'anno sopportato
questa sera non ci scoccia
s tra noi è qui invitato.

Se lo spirito ribelle
per voi giovani è decoro,
dei vecchietti le novelle
posson esservi tesoro.

Ervamo una famiglia,
nonni, zii e genitori,
di figliuoli una squadriglia
sempre uniti, dentro e fuori,
questa sera festeggiamo
senza l'avi protettori
non per questo noi li odiamo,
non per ciò li teniam fuori,
tutto nacque dall'invito
che da noi fu rifutato
e. quell'altro, già spedito,
venne allora cancellato.

Ecco l'alibi, il pretesto
per ridurre qualche spesa,
primo cenno manifesto
di famiglia troppo estesa.

Questo un po' fece gelare
l'atmosfera gia instaurata,
( basta un attimo a sparare
e una vita è cancellata)
Fu così che a Tittone
sol per essersi affacciato
sulla soglia d'un portone
fu da Lanza sculacciato.

Abbiam visto andar Roberto,
abbiam visto andar Marcello,
uno caro pur se esperto,
l'altro caro vecchierello,
e così son altre spese
risparmiate a fine mese.

Tanti sono in quest'anno
c'hanno ricevuto posta,
se mai grave fu il danno
il problema non si sposta,
se rispondere a un capoccia
può costar na punizione
guai se lui con noi si scoccia
e poi perde la ragione;
se distanza vuol che sia
al suo posto ognuno stia.

Io, una lettera m'aspetrto
ma non giunge per dispetto,
i fagocchi han rotto il cazzo
va a finir che faccio il pazzo,
tanto al mondo per star bene
far casino ti conviene.

Non è questo ciò che spero,
ve lo giuro, son sincero,
son caduti tanti muri
non vogliamo alzarne ancora,
l'interesse siam sicuri
è d'ognuno che lavora.

Vorrei essere Peppone
per aver sempre ragione,
Vorrei essere Putrella
per pijarla a canzonella,
Vorrei esser Sementilli
per scopar come i conilli,
Non vorrei esser Guagneo
ch'è più tirchio d'un ebreo,
Vorrei esser lo Scienziato
correrei sempre sul prato
con letizia, con baldanza,
con il mio compare Lanza.

Vorrei essere Forcina
basterebbe una stanzina,
Vorrei essere Sburetta
basterebbe una stanzetta,
Non vorrei essere Mesce,
quello no! Non mi riesce.

Vorrei essere il padrone,
farei la rivoluzione
i capoccia a lavorare,
l'operai a comandare,
per veder la baraonda
della nava che s'affonda.

Ognun faccia la sua parte,
non mischiam troppo le carte,
chi comanda comandasse,
senza multe e sospensioni,
chi lavora lavorasse
senza sceglier le mansioni,
a giocare a incularella
tutti van nella padella.

Ci hanno dato dei cattivi
e può darsi che lo siamo,
ma comunque siamo attivi,
non mi par che scioperiamo!

Se Cossiga col piccone
sta spallando la nazione
alla Siarco siam civili
stiamo pronti coi badili,
più son alti e più fan danno
ma i cocci a terra vanno,
chi poi troppo in alto sale
quando casca si fa male
perciò stiamo rasoterra
e smettiam di far la guerra.

Se alla cena non siam tutti
non importa, ognun si butti,
le curvette, i collettori,
questa sera restin fuori,
un altro anno già ci aspetta,
passa il tempo, corre in fretta,
non pensiamoci e brindiamo,
se il passato è stato gramo
sia il domani luminoso
tanti auguri e buon riposo;
Buon Natale e giorni belli
Tanti Auguri da Cappelli.

da: Il Bastone e la Carota








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