mercoledì 25 novembre 2009

Il vento stanotte... (22)


Bologna, non sei più la sola,
il vento stanotte è passato,
le nuvole grige ha spazzato
e l'arcano dominio s'invola.


E' musica nuova che s'ode,
è aria di festa che spira,
ovunque lo sguardo si gira
si canta, si spera, si gode.


E' rossa l'aurora stamane
là, sulla riviera dei fiori,
è Genova coi suoi cantieri
che rossa ritorna e rimane.


Rossa, come il barbera
è anche la bella Torino,
con tutto il Piemonte vicino
già vive la nuova atmosfera.


Milano, la grande Milano
col duomo e la Madonnina
è rossa anche lei stamattina;
la nebbia ha spazzato lontano.


E poi c'è Venezia, la dolce
che specchia i merletti in laguna,
lo scudo crociato s'abbruna,
in alto rispecchia la falce.

Firenze non poteva mancare
a un simile appuntamento,
Fanfani può far testamento
e mettersi a pitturare.


Ma il vento non s'è ancor fermato,
è sceso fin giù dai borboni,
Napoli e i grossi papponi
dai Lauro ai Gava ha cacciato.


E tu Roma! Che fai? La sorniona?
Non senti anche tu primavera?
Non vieni a far festa stasera
insieme all'Italia più buona?

Lo so, non è tua la colpa,
a te t'han tenuta in disparte,
ma non cambieranno le carte
sarà per la prossima volta.

Novembre 1975; votazioni amministrative
massima espansioe del P.C.I all'epoca di Enrico Berlinguer

da: Il Bastone e la Carota





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