domenica 29 novembre 2009

Storia vera di "casa" mia(28)

Case IACP via Singen consegnate ad aprile 1982

L'appartamento? Due vani più cucina,
la camera è quattro per quattro,
la sala invece è tanto piccolina
che se c'è il tavolo non puoi metterci il letto.
O vengo a raccontarvi una storiella
che rider vi farà...ma non è bella.

Feci domanda alle case popolari,
avevo un solo figlio in quel momento,
crebbero subito gli assegni familiari
e mi affrettai a far l'aggiornamento.
Passaron cinque anni quando un dì
la prima graduatoria fuori uscì.

Ottenni quattro punti solamente,
tre per il reddito perché era basso,
uno per il maschio, per la bambina niente,
per aver casa ci mancava un passo.
Con cinque punti ci sarei entrato
allor feci ricorso difilato.

Peccato, Peccato veramente,
mi disse nell'ufficio l'impiegato,
avesse un altro figlio solamente
l'appartamento avrebbe pigliato!
Allor risposi: Facciamo il contratto
perché non siamo in tre ma siamo quattro.

Lei ha ragione, ma in questo momento
dobbiam contar solo il settantaquattro,
quest'altra volta sarà l'affollamento
porti pazienza che lo farà il contratto.
Mentre parlavo i furbi e i prepotenti,
si occuparono cento appartamenti.

Dicevano : Vedrai, li cacceranno!
Ma in Italia c'è la libertà,
sono due anni che ormai dentro stanno
e nessuno più li caccerà.
Così cento familie della lista
la casa loro non l'hanno mai vista.

E' uscita la nuova graduatoria,
ci son da dare duecento appartamenti,
e, dato che ho buona memoria
credevo d'essermi fatto più avanti.
Vado a vedere son sempre quattro punti,
tre li hanno tolti e tre me li hanno aggiunti.

Per la bambina mi han dato un punto in più,
poi due punti per l'affollamento,
ma il reddito è andato sù
perciò posso comprar l'appartameno.
Son sempre stato solo a lavorare,
e siamo quattro bocche da sfamare.

In casa abbiamo il letto alla rotonda,
da sette anni per andare a dormire
nessuno più può salir dalla sponda
e non si sà quando potrà finire.
Per fare all'amor, io e mia moglie,
spesso dobbiam farci passar le voglie.

Questo è il paese dei Caltagirone,
sol chi lavora non avrà mai niente,
rubano, falliscono, pagan la cauzione
di quattromila milioni solamente,
magari han cinquecento appartamenti
vai a vedere son nullatenenti.

Questo è il paese dei Sindona,
dei Riva, dei Verzotto, dei Crociani,
dei Tanassi dalla condotta buona,
gente che non si sporca mai le mani.
Gli operai son lerci, sono rozzi,
ma chi li vede questi quattro sozzi?

Per ottenere una casa popolare
devi abitare al massimo una stalla,
in famiglia nessun deve lavorare,
e dentro casa devi stare a galla.
Senza l'imbroglio allora capirai,
dentro la Gescal non ci s'entra mai.

Allor sbucano fuori i commercianti,
con gli artigiani che gli stanno a ruota,
non hanno un soldo per tirare avanti
hanno la saccoccia sempre vuota.
Basta guardare chi paga le tasse,
il salariato riempie le casse.

Poi c'è il profugo, il terremotato,
l'alluvionato, il raccomandato,
il baraccato, il disoccupato,
chi ha già casa però è fortunato,
se sei tra questi ottieni un buon punteggio,
ma in Italia c'è sempre chi sta peggio.

Si chiaman case pei lavoratori
ma con quattro punti dove vai?
hai sempre lavorato e resti fuori
e onestamente non vi entrerai mai.

L'Italia è fatta pei furbi e i delinquenti,
pei vagabondi, lavativi e incopetenti,
Chi lavora ed è persona onesta
può togliersi i grilli dalla testa.

Viva l'Italia, viva la libertà,
chi è furbo sempre tutto piglierà.

Primi anni 80
da: Vita e Lavoro















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